Abbonamento ricarica: conviene davvero?
Un abbonamento per ricaricare conviene solo se ricarichi tanto in pubblico e sempre sulla stessa rete: il canone mensile si ripaga soltanto sopra un certo numero di kWh. Per l’uso occasionale e medio — cioè la maggior parte delle persone — il pay-per-use senza canone conviene di più, perché non paghi un costo fisso nei mesi in cui ricarichi poco.
Come funziona un abbonamento di ricarica
Gli abbonamenti delle app di ricarica funzionano in due modi: paghi un canone mensile in cambio di uno sconto sul prezzo al kWh, oppure di un pacchetto di kWh inclusi. In entrambi i casi il canone è un costo fisso: lo paghi anche nei mesi in cui usi poco le colonnine pubbliche — ad esempio perché ricarichi soprattutto a casa.
Quando conviene (e quando no)
La regola è semplice: l’abbonamento conviene solo quando lo sconto che ottieni supera il canone che paghi. Se un piano costa X euro al mese e ti fa risparmiare Y centesimi al kWh, devi caricare in pubblico abbastanza kWh perché Y × kWh > X. Chi fa molti km ogni mese, sempre sulla stessa rete, può rientrarci; chi ricarica prevalentemente a casa e usa il pubblico solo per i viaggi quasi mai. Attenzione anche a un dettaglio: uno sconto legato a una sola rete vale poco se poi ti trovi a ricaricare altrove.
Il pay-per-use senza canone
L’alternativa è il pay-per-use: nessun canone, paghi solo i kWh che carichi. Non c’è un costo fisso da ammortizzare, quindi non «perdi» nulla nei mesi in cui ricarichi poco. È il modello di evvai: nessun abbonamento obbligatorio, prezzo di ogni colonnina mostrato prima di collegare (IVA inclusa) e nessuna tessera. Se un giorno il tuo chilometraggio cresce molto, valuterai un piano — ma parti senza, e decidi con i tuoi numeri.
Come scegliere
- Ricarichi soprattutto a casa → pay-per-use senza canone: eviti un costo fisso inutile.
- Fai tanti km, sempre sulla stessa rete → fai il conto: l’abbonamento conviene solo se lo sconto supera il canone.
- Ricarichi su reti diverse → uno sconto legato a una sola rete rende poco; meglio un’app multi-rete con prezzo trasparente.
Parti senza canone, decidi dopo
- Scarichi evvai: nessun abbonamento, nessuna tessera.
- Ricarichi in pay-per-use e vedi il prezzo prima di collegare.
- Guardi i tuoi consumi reali e decidi con i numeri, non con una promessa.
Nota
Tempi e potenze indicati sono valori indicativi: dipendono dal modello di auto, dalla curva di ricarica, dalla temperatura della batteria e dalla potenza effettiva della colonnina. evvai è un operatore di mobilità elettrica (EMP) indipendente: usi le colonnine delle reti aderenti in roaming, con un solo account, e vedi il prezzo di ogni colonnina — IVA inclusa — prima di collegare.
Domande frequenti
Conviene l’abbonamento per ricaricare l’auto elettrica?
Conviene solo se ricarichi molto in pubblico e sempre sulla stessa rete, così lo sconto sul kWh supera il canone mensile. Per l’uso occasionale e medio, o per chi ricarica soprattutto a casa, il pay-per-use senza canone costa meno perché non c’è un costo fisso da ammortizzare.
Meglio pay-per-use o abbonamento per la ricarica?
Per la maggioranza delle persone conviene il pay-per-use: paghi solo i kWh che carichi, senza canone. L’abbonamento ha senso solo con un chilometraggio pubblico alto e costante sulla stessa rete. Con evvai parti in pay-per-use senza canone e valuti un piano solo se i tuoi numeri lo giustificano.
Quanto si risparmia con un abbonamento di ricarica?
Dipende dallo sconto al kWh e da quanti kWh carichi in pubblico. Il risparmio è reale solo quando lo sconto totale supera il canone mensile: sotto quella soglia l’abbonamento fa spendere di più. Fai sempre il conto sui tuoi consumi effettivi.