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Guida · aggiornata il 26 luglio 2026

Tessera di ricarica per auto elettrica: quale scegliere (e quando non serve)

La tessera universale non esiste.

Nessuna card apre il 100% delle colonnine italiane, e non è colpa della plastica: quello che determina la copertura sono gli accordi di roaming dell’operatore che te l’ha data. Due tessere «universali» diverse aprono colonnine diverse nella stessa città. Oggi, poi, sulla grande maggioranza dei punti di ricarica lo smartphone fa esattamente lo stesso lavoro dell’RFID — e in più ti mostra il prezzo prima di iniziare, cosa che la tessera non fa.

Sotto trovi cosa fa davvero una tessera, quali sono le principali in Italia e con che modello di costo, i cinque casi in cui una card serve ancora e la checklist per sceglierne una senza pentirsene. Se cerchi «la tessera che apre tutto», la risposta onesta è che stai cercando la cosa sbagliata: conta chi copre le colonnine che usi tu.

Cosa fa davvero una tessera di ricarica

Una tessera di ricarica è una card RFID (o un portachiavi NFC) che contiene solo un numero identificativo. Non contiene credito, non contiene i dati della tua carta di pagamento, non contiene tariffe. Quando la appoggi al lettore succede questo:

Due conseguenze pratiche che quasi nessuno spiega. La prima: il prezzo non è scritto sulla tessera, lo decide il contratto dietro — quindi «strisciare e vedere» significa scoprire quanto hai speso solo dopo. La seconda: se il tuo emittente e il gestore di quella colonnina non hanno un accordo, la card viene rifiutata anche se è perfettamente funzionante.

Perché la tessera «universale» non esiste

Il termine «universale» è marketing, non tecnica. La copertura reale di una tessera è la somma degli accordi di interoperabilità che il suo emittente ha firmato, uno per uno, con i gestori delle colonnine. Da qui tre verità scomode:

Per questo la domanda utile non è «qual è la tessera universale», ma «chi copre le colonnine che uso io»: quelle sotto casa, quelle vicino al lavoro, quelle sulla tratta che percorri più spesso. È una verifica che si fa in due minuti sulla mappa, e vale più di qualsiasi classifica.

Le tessere di ricarica più diffuse in Italia

Card di ricarica sul mercato italiano · luglio 2026
TesseraCosto della cardCanoneCome si ottieneDa sapere
Chargemap Passaggregatore europeoA pagamento, una tantumNessuno obbligatorioSi ordina online, arriva per postaSul piano gratuito l’operatore applica una commissione di servizio su ogni ricarica, azzerata con l’abbonamento a pagamento.
Octopus Electroverseaggregatore europeoGratuitaNessunoSi richiede dall’appÈ la card con la copertura dichiarata più ampia; serve comunque l’app per trovare le colonnine e vedere il prezzo.
MyNextPassSorgenia / NextChargeGratuita dopo il primo ricarico del creditoNessunoDall’app, con wallet prepagatoFunziona a credito prepagato: se il wallet è vuoto la ricarica non parte.
Enel X WayJuicePassA pagamentoTariffa base senza canoneDall’appRete propria molto ampia più roaming; i piani opzionali a canone cambiano il prezzo al kWh.
Plenitudeex Be ChargeOpzionaleNessuno (canoni aboliti)Dall’appRete propria più roaming; l’app resta il canale principale.
Acea e-mobilityrete urbanaOpzionaleNessunoDall’app, RFID associabileCopertura più densa su Roma e centro Italia che sul resto del paese.
evvainessuna cardNon la produciamoNessunoSi avvia tutto dallo smartphoneIl limite dichiarato: dove una colonnina accetta solo RFID locale, con noi non parte. In cambio vedi il prezzo, IVA inclusa, prima di collegare.

Informazioni dalle fonti ufficiali degli operatori a luglio 2026: modelli di costo e condizioni cambiano, verifica sempre sul loro sito.
Non pubblichiamo i prezzi al kWh delle singole reti: variano di continuo ed è il motivo per cui vanno letti live, non su una pagina statica.
I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari; evvai non è affiliata né sponsorizzata dagli operatori nominati, citati solo per confronto informativo.

I cinque casi in cui una tessera serve ancora

Chi dice «la tessera non serve più» sta semplificando. Serve ancora, in cinque situazioni precise:

Quando invece non serve (cioè quasi sempre)

Sulla grande maggioranza dei punti pubblici l’avvio da remoto fa lo stesso identico lavoro dell’RFID, con due vantaggi che la tessera non può avere: vedi il prezzo prima di iniziare e hai la sessione sotto controllo (kWh, tempo, costo che sale) mentre carichi. La direzione del mercato conferma: il regolamento europeo AFIR impone alle nuove colonnine ad alta potenza di accettare il pagamento con carta o contactless, e prevede l’adeguamento anche di quelle già installate. L’obiettivo dichiarato è ridurre — non aumentare — la dipendenza da tessere e contratti proprietari.

Il paradosso della «tessera universale» è proprio questo: si cerca una card per non doversi registrare a dieci operatori, ma la card è a sua volta legata a un operatore. Il problema che volevi risolvere resta, cambia solo forma.

Checklist: come scegliere senza pentirsene

Con evvai la tessera non serve — e non te la vendiamo

  1. Apri la mappa: ogni colonnina mostra il prezzo al kWh, IVA inclusa, prima che tu colleghi il cavo.
  2. Avvii dallo smartphone sulle reti aderenti, con un solo account: niente card da ordinare, niente attesa, niente deposito.
  3. Paghi solo i kWh caricati, senza canone e senza commissione di servizio aggiunta da noi.
Chiedi l’accesso alla beta →

Nota

Le informazioni sugli altri operatori provengono dalle rispettive fonti ufficiali (siti, FAQ e condizioni di servizio) a luglio 2026 e riguardano il mercato italiano; condizioni e coperture cambiano, quindi verifica sempre prima di sottoscrivere. Abbiamo volutamente evitato di riportare prezzi puntuali per rete e conteggi di copertura, che si aggiornano di continuo e invecchiano male su una pagina statica.

evvai.app è un operatore di mobilità elettrica (EMP) indipendente: usi le colonnine delle reti aderenti in roaming, con un solo account, e vedi il prezzo di ogni colonnina — IVA inclusa — prima di collegare. L’app è oggi in beta su iPhone; Android è in arrivo.

Domande frequenti

Esiste una tessera universale per ricaricare l’auto elettrica?

No, non nel senso letterale. Nessuna tessera apre il 100% delle colonnine italiane: la copertura non dipende dalla card ma dagli accordi di roaming di chi te l’ha data, e nessun operatore ha accordi con tutti i gestori. Le card più diffuse coprono grandi porzioni di rete, non tutta. La domanda utile non è «qual è la tessera universale» ma «chi copre le colonnine che uso io».

Come funziona una tessera RFID per la ricarica?

La tessera contiene solo un numero identificativo: nessun credito e nessun dato della carta di pagamento. Quando la appoggi al lettore, la colonnina legge quel numero e chiede all’operatore che l’ha emessa se l’utente è autorizzato. Se la risposta è sì, la ricarica parte e viene addebitata sul contratto collegato alla tessera. Il prezzo lo decide quel contratto, non la plastica.

Quanto costa una tessera di ricarica per auto elettrica?

Dipende dall’emittente: alcune card sono gratuite, altre hanno un costo una tantum di spedizione o di emissione, altre ancora sono gratuite ma richiedono di caricare prima un credito prepagato. Il costo della tessera in sé conta poco: pesano molto di più l’eventuale canone mensile e l’eventuale commissione di servizio applicata su ogni ricarica. Verifica sempre entrambi sul sito dell’operatore.

Posso ricaricare l’auto elettrica senza tessera?

Sì, sulla grande maggioranza delle colonnine: l’avvio da remoto dall’app fa esattamente lo stesso lavoro dell’RFID. Restano fuori i punti che accettano solo l’autenticazione locale con tessera — di norma installazioni datate o piccoli impianti AC — e i casi in cui non hai campo, ad esempio nei parcheggi interrati.

Serve la tessera per ricaricare all’estero?

Non necessariamente, ma all’estero cambia la mappa degli accordi: una card che in Italia apre quasi tutto può coprire molto meno in un altro paese, e viceversa. Prima di partire controlla la copertura del tuo operatore nei paesi che attraversi, non solo il numero totale di punti dichiarato.

Cosa faccio se la colonnina non riconosce la tessera?

Quasi sempre significa che il gestore di quella colonnina non ha un accordo attivo con l’emittente della tua tessera, oppure che l’accordo è stato sospeso. Non è un guasto della card: la stessa tessera funzionerà sulla colonnina accanto di un altro gestore. È il motivo per cui conviene avere un’alternativa — un’app, un’altra card o il pagamento con carta contactless dove disponibile.

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